Lo stage è articolato in quattro grandi temi, ad ognuno dei quali verranno dedicate due giornate di studio e lavoro di gruppo. La conoscenza puntuale e precisa di una tecnica coreografica nei suoi elementi e fondamenti non è l'obiettivo di questo corso: tenderemo alla comprensione delle motivazioni e delle spinte corporee e personali, che inducono un coreografo ad utilizzare una tecnica piuttosto che un'altra, se non a crearne una ex novo.
Per questo motivo ogni incontro sarà suddiviso in due momenti, uno teorico ed uno pratico. Durante la prima giornata affronteremo il tema scelto dal punto di vista teorico, cercando di isolarne gli elementi importanti e significativi, per una prima comprensione generale dello stile e della tecnica trattata, recuperando i fondamenti del lavoro dei coreografi scelti.
La seconda giornata prevede un momento più creativo (laboratorio pratico-coreografico) in cui saranno gli allievi, suddivisi in gruppi, a doversi sperimentare e mettere alla prova, sotto la guida di uno o più spunti/stimoli emersi nel corso della giornata precedente. I gruppi verranno formati al termine della prima giornata e ad ognuno verranno presentati i temi da affrontare e affidate le tematiche da sviluppare.
Prima di iniziare lo stage vero e proprio, è previsto un incontro preliminare, durante il quale verranno presentate le tematiche scelte ed il punto di vista adottato per condurre questo progetto, pensato come un percorso unitario, articolato nei quattro incontri volti a favorire e stimolare una partecipazione attiva, creativa ed espressiva degli allievi.

 

Calendario degli incontri


"Dal punto di vista del movimento"

Lunedì 31 agosto2009 - 10:00-12:00

 

Coreografia e autorialità: cosa significano e cosa hanno significato nella danza. Cosa intendiamo per coreografia? Quando un coreografo può dirsi autore e perché? Al di là della conoscenza puntuale e precisa di una tecnica coreografica, attraverso questo percorso intendiamo spostare il punto di vista abituale da cui si guarda alla danza, mettendoci dalla parte del creatore, del coreografo. Vedremo come cambiare il focus, il punto di vista, modificare la percezione e lo sguardo sulla danza, generando così nuove riflessioni, perplessità e curiosità. Per fare tutto questo, è indispensabile avere alcune nozioni storiche, che si pongano come punto di partenza per nuove riflessioni e per un nuovo modo di vedere la danza.

Lunedì 31 agosto 2009 - 15:00-17:00

La pratica e il processo di creazione coreografica: introduzione di alcuni elementi di analisi del movimento (elementi costitutivi, cenni di coreologia e tecniche di scrittura). La composizione coreografica, l'improvvisazione, l'utilizzo di strumenti informatici. Visione di alcuni esempi in Dvd e Cd-Rom (Elementi base di composizione in danza, Forsythe Improvisation Technologies, Software Lifeforms e LabanWriter, programmi di analisi e studio del movimento…). Il metodo di lavoro: esempi in video di creazione coreografica (Overdrive di Richard Alston Dance Company, Front Line di Oguike Dance Company).

 

"Il divenire della forma: il classico e i suoi sviluppi"

Martedì 1° settembre - 15:00-19:00

La tecnica classica viene spesso esclusivamente identificata con qualcosa di codificato e cristallizzato in una forma immutabile, che ha attraversato i secoli caricandosi, nel suo lungo e denso percorso, di significati diversi. In realtà, la forma codificata del classico è ed è sempre stata in continuo divenire prestandosi, ancora oggi, come strumento trasversale di creazione coreografica. Attraverso il codice classico è possibile narrare, astrarre o celebrare, esattamente come accade con altre tecniche e stili. Esaminata da questo punto di vista, la tecnica classica finisce così per essere una forma d'indagine duttile e trasversale, nelle mani di ogni creatore esperto che voglia utilizzarla. La sua capacità di tramutarsi e trasmutarsi attraverso le epoche, le consente di riqualificarsi ogni volta; essa si rinnova nelle forme e nei significati, ma mantiene inalterati il bagaglio culturale e la tradizione di cui è intrisa. Per esemplificare questo concetto, scegliamo tre esempi di "uso" dello stile e della tecnica classica:

- Celebrare e ri-significare la forma: da Marius Petipa a Mikhail Fokine.
- Narrare o ri-narrare: John Neumeier.
- Astrarre: George Balanchine.

Attraverso questi esempi cercheremo di capire quali sono gli elementi utilizzati dai diversi coreografi, come vengono impiegati ed in funzione di cosa (per l'espressione di uno stato d'animo, per una maggiore o minore consonanza con la musica ecc…).

Mercoledì 2 settembre - 10:00-13:00 / pausa pranzo / 14:30-19:00

Laboratorio creativo: come esprimersi attraverso la tecnica classica. A partire da una serie di musiche proposte, ogni gruppo potrà scegliere quella che preferisce per creare una piccola sequenza di movimento. Il coordinatore del gruppo dovrà decidere se, attraverso la propria coreografia, desidera esprimere dei sentimenti, raccontare una storia o semplicemente ispirarsi alla musica e lasciarsi guidare dalla sua melodia.



"Il movimento, il tempo e lo spazio per Merce Cunningham"

Giovedì 3 settembre 15:00-19:00

Presentazione di Merce Cunningham: biografia, opere, filosofia. La formazione, i primi anni e il successivo distacco dalla danza narrativa ed espressiva, verso un movimento del corpo che, da mezzo per esprimere, diventa l'obiettivo principale della danza. La tecnica Cunningham: sviluppo, funzioni e concezione del corpo (visione di esempi in video). Le performance e le collaborazioni con artisti visivi e musicisti. I concetti di spazio e tempo, e la relazione con la musica. Le procedure di creazione coreografica e l'utilizzo del caso. La collaborazione con John Cage e lo Zen. L'utilizzo delle nuove tecnologie. Visione di alcuni estratti di spettacoli in video.

Venerdì 4 settembre 10:00-13:00 / pausa pranzo / 14:30-19:00

Laboratorio: sperimentazione guidata a gruppi di creazione di sequenze di movimento coreografico secondo alcuni principi utilizzati da Cunningham e presentati durante la prima giornata. Verranno utilizzati spunti tratti da scritti e memorie del coreografo riguardo al processo creativo utilizzato per alcuni suoi celebri balletti.

 

"L'Arte della coreografia: Doris Humphrey"

Lunedì 7 settembre 15:00-19:00

Analisi, esposizione e commento del testo "The Art of making dance" di Doris Humphrey. Il testo, scritto dalla Humphrey negli ultimi anni della sua carriera, raccoglie la riflessione di una delle grandi pioniere della modern dance americana. Uscito postumo, "L'Arte della coreografia" si pone come una guida pratica che ci permette di affrontare, seppur sinteticamente, tematiche importanti, valide sempre e comunque. Spazio, tempo, dinamica, ritmo ed ancora musica, parola ed ispirazione, sono solo alcuni degli argomenti toccati dalla Humphrey che ci guideranno nella maggior conoscenza dell'arte coreografica.

Martedì 8 settembre 10-13 / pausa pranzo / 14:30-19:00

Prendendo spunto da alcuni elementi del testo che hanno suscitato maggiore interesse, ogni gruppo proverà ad indagare le possibilità di movimento e di creazione a partire da quanto è emerso nel corso della prima giornata di lavoro.



"Martha Graham: corpo, coreografia e racconto"

Mercoledì 9 settembre 15:00-19:00

Presentazione di Martha Graham: biografia, percorso artistico e personale, i cicli della sua creazione coreografica. La tecnica Graham: filosofia, nascita ed evoluzione. Il senso profondo di un linguaggio che diviene repertorio: funzioni e concezioni del corpo, i principi della contraction-release, il centro, la spirale. Il processo creativo e le motivazioni della composizione coreografica: la ricerca della comunicazione con il pubblico, la danza vista come mezzo di espressione che coinvolge l'intero corpo e conduce ad una nuova forma di teatro e di spettacolo. Visione di alcuni estratti di spettacoli in video.

Giovedì 10 settembre 10:00-13:00 / pausa pranzo / 14:30-19:00

Laboratorio: sperimentazione guidata a gruppi di creazione di una coreografia, con l'intento di narrare una storia e/o di trasmettere un contenuto emozionale, utilizzando alcuni principi alla base della filosofia e della tecnica di Martha Graham esposti durante la prima giornata.

 

 

I CURRICULA DEI CURATORI

Stefania Onesti



Nata a Palermo, inizia gli studi di danza nella sua città, frequentando corsi di balletto classico, repertorio, carattere e danza contemporanea. Nel 2000 si trasferisce a Firenze dove prosegue il suo percorso presso la scuola del Balletto di Toscana sotto la direzione di Cristina Bozzolini. Contemporaneamente si iscrive al DAMS dell'Università di Firenze. Nel 2002 vince una borsa di studio per il corso di formazione professionale promosso da Mimesis MaggioArte, sotto la direzione di Elisabetta Terabust per il Teatro Comunale di Firenze. Frequenta le classi di danza classica e repertorio studiando con Elisabetta Terabust. Jean Philippe Halnaut, Paul Chalmer e Aurora Benelli; mentre segue i corsi di danza contemporanea con: Massimo Morricone, Fabrizio Monteverde e Simona Bucci. Consegue il diploma del corso nel Marzo 2003. A Firenze studia inoltre con: Stefania di Cosmo, Raffaella Renzi (Opera di Berlino), Christophe Ferrari (Opera di Berlino), Eugenio Scigliano (Bdt e Aterballetto), Victor Litvinov, Rino Pedrazzini (MaggioDanza), MarcoPierin (Scala). Nel Novembre del 2005 si laurea a Firenze col massimo dei voti, con una tesi sulla polemica Angiolini-Noverre. Successivamente si trasferisce a Bologna dove, nel 2008, completa la Laurea Specialistica in Discipline Teatrali - curriculum danza - sotto la direzione di Eugenia Casini Ropa.
Emilia Sintoni









Nata a Ravenna, inizia gli studi di danza a Bologna e frequenta corsi e workshop in Italia e all'estero, approfondendo la tecnica classica e contemporanea anche presso la London Contemporary Dance School. Frequenta masterclass e laboratori coreografici con Oguike Dance Company, Richard Alston Dance Company a Londra, con Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde, Emanuela Tagliavia, Sarah Taylor, Pompea Santoro, Yoshito Ohno, Christine Dakin e altri ancora. È laureata in Scienze dell'Informazione e in Filosofia. Nel 2008 consegue la laurea specialistica in Discipline Teatrali - curriculum danza - dell'Università di Bologna. Ha insegnato propedeutica per la danza classica e danza contemporanea, danza classica per adulti e floorwork. Da qualche anno si dedica alla coreografia e allo sviluppo di spettacoli insieme ad altri artisti, sperimentando la collaborazione con la musica, la poesia, la pittura. Dal 2006 collabora con l'Emilia Romagna Festival e con il pittore Johann Rosenboom, con il quale ha presentato performance per le mostre "Danzare verso un altro mondo" (Zurigo, 2006) ed "Equilibrio" (Grizzana Moranti-Bo, 2008). È stata selezionata per il workshop di coreografia della Biennale Danza di Venezia diretta da Ismael Ivo nel 2007. Nella stagione 2007-2008 crea le coreografie e collabora alla ideazione degli spettacoli Evos - Un mondo di uomini e donne - con il pianista Stefano Malferrari e Finzioni - Colloqui per voce, musica e danza con Jorge Luis Borges - con Paola Contavalli, rappresentati a Bologna. Dal 2008 collabora con il violoncellista Luigi Piovano con un progetto di musica e danza sulle Suite per violoncello solo di J.S Bach, presentato al Festival di Musica da Camera di Genova, al Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano e al Teatro Alighieri di Ravenna. Collabora con il dott. Massimo Franceschetti alla realizzazione di seminari e performance sulla comunicazione e la danza.