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Lo stage è articolato in quattro grandi temi, ad ognuno dei quali verranno dedicate due giornate di studio e lavoro
di gruppo. La conoscenza puntuale e precisa di una tecnica coreografica nei suoi elementi e fondamenti non è l'obiettivo di questo corso: tenderemo alla comprensione delle motivazioni
e delle spinte corporee e personali, che inducono un coreografo ad utilizzare una tecnica piuttosto che un'altra, se non a crearne una ex novo.
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Coreografia e autorialità: cosa significano e cosa hanno significato nella danza. Cosa intendiamo per coreografia? Quando un coreografo può dirsi autore e perché? Al di là della conoscenza puntuale e precisa di una tecnica coreografica, attraverso questo percorso intendiamo spostare il punto di vista abituale da cui si guarda alla danza, mettendoci dalla parte del creatore, del coreografo. Vedremo come cambiare il focus, il punto di vista, modificare la percezione e lo sguardo sulla danza, generando così nuove riflessioni, perplessità e curiosità. Per fare tutto questo, è indispensabile avere alcune nozioni storiche, che si pongano come punto di partenza per nuove riflessioni e per un nuovo modo di vedere la danza. La pratica e il processo di creazione coreografica: introduzione di alcuni elementi di analisi del movimento (elementi costitutivi, cenni di coreologia e tecniche di
scrittura). La composizione coreografica, l'improvvisazione, l'utilizzo di strumenti informatici. Visione di alcuni esempi in Dvd e Cd-Rom (Elementi base di composizione in danza, Forsythe
Improvisation Technologies, Software Lifeforms e LabanWriter, programmi di analisi e studio del movimento…). Il metodo di lavoro: esempi in video di creazione coreografica (Overdrive
di Richard Alston Dance Company, Front Line di Oguike Dance Company). |
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La tecnica classica viene spesso esclusivamente identificata con qualcosa di codificato e cristallizzato in una forma immutabile, che ha attraversato i secoli
caricandosi, nel suo lungo e denso percorso, di significati diversi. In realtà, la forma codificata del classico è ed è sempre stata in continuo divenire prestandosi, ancora
oggi, come strumento trasversale di creazione coreografica. Attraverso il codice classico è possibile narrare, astrarre o celebrare, esattamente come accade con altre tecniche e stili.
Esaminata da questo punto di vista, la tecnica classica finisce così per essere una forma d'indagine duttile e trasversale, nelle mani di ogni creatore esperto che voglia utilizzarla.
La sua capacità di tramutarsi e trasmutarsi attraverso le epoche, le consente di riqualificarsi ogni volta; essa si rinnova nelle forme e nei significati, ma mantiene inalterati il
bagaglio culturale e la tradizione di cui è intrisa. Per esemplificare questo concetto, scegliamo tre esempi di "uso" dello stile e della tecnica classica:
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Laboratorio creativo: come esprimersi attraverso la tecnica classica. A partire da una serie di musiche proposte, ogni gruppo potrà scegliere quella che preferisce
per creare una piccola sequenza di movimento. Il coordinatore del gruppo dovrà decidere se, attraverso la propria coreografia, desidera esprimere dei sentimenti, raccontare una storia
o semplicemente ispirarsi alla musica e lasciarsi guidare dalla sua melodia.
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Presentazione di Merce Cunningham: biografia, opere, filosofia. La formazione, i primi anni e il successivo distacco dalla danza narrativa ed espressiva, verso un movimento del corpo che, da mezzo per esprimere, diventa l'obiettivo principale della danza. La tecnica Cunningham: sviluppo, funzioni e concezione del corpo (visione di esempi in video). Le performance e le collaborazioni con artisti visivi e musicisti. I concetti di spazio e tempo, e la relazione con la musica. Le procedure di creazione coreografica e l'utilizzo del caso. La collaborazione con John Cage e lo Zen. L'utilizzo delle nuove tecnologie. Visione di alcuni estratti di spettacoli in video. Laboratorio: sperimentazione guidata a gruppi di creazione di sequenze di movimento coreografico secondo alcuni principi utilizzati da Cunningham e presentati durante la
prima giornata. Verranno utilizzati spunti tratti da scritti e memorie del coreografo riguardo al processo creativo utilizzato per alcuni suoi celebri balletti. |
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Analisi, esposizione e commento del testo "The Art of making dance" di Doris Humphrey. Il testo, scritto dalla Humphrey negli ultimi anni della sua carriera, raccoglie la riflessione di una delle grandi pioniere della modern dance americana. Uscito postumo, "L'Arte della coreografia" si pone come una guida pratica che ci permette di affrontare, seppur sinteticamente, tematiche importanti, valide sempre e comunque. Spazio, tempo, dinamica, ritmo ed ancora musica, parola ed ispirazione, sono solo alcuni degli argomenti toccati dalla Humphrey che ci guideranno nella maggior conoscenza dell'arte coreografica. Prendendo spunto da alcuni elementi del testo che hanno suscitato maggiore interesse, ogni gruppo proverà ad indagare le possibilità di movimento e di creazione
a partire da quanto è emerso nel corso della prima giornata di lavoro. |
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Presentazione di Martha Graham: biografia, percorso artistico e personale, i cicli della sua creazione coreografica. La tecnica Graham: filosofia, nascita ed evoluzione. Il senso profondo di un linguaggio che diviene repertorio: funzioni e concezioni del corpo, i principi della contraction-release, il centro, la spirale. Il processo creativo e le motivazioni della composizione coreografica: la ricerca della comunicazione con il pubblico, la danza vista come mezzo di espressione che coinvolge l'intero corpo e conduce ad una nuova forma di teatro e di spettacolo. Visione di alcuni estratti di spettacoli in video. Laboratorio: sperimentazione guidata a gruppi di creazione di una coreografia, con l'intento di narrare una storia e/o di trasmettere un contenuto emozionale, utilizzando
alcuni principi alla base della filosofia e della tecnica di Martha Graham esposti durante la prima giornata.
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